Un dente permanente che dondola non è mai una coincidenza. Negli adulti la mobilità dentale è sempre un segnale che qualcosa nel sistema di supporto del dente non funziona più come dovrebbe. La buona notizia è che, se si interviene in tempo, nella maggior parte dei casi il dente si può salvare. Ecco cosa sta succedendo e cosa fare.
Perché un dente permanente si muove
I denti sono ancorati all’osso mascellare attraverso il parodonto, una struttura complessa formata da gengive, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare. Quando uno di questi elementi viene compromesso, il dente perde stabilità e inizia a muoversi.
La causa più frequente è la parodontite, una malattia batterica cronica che distrugge progressivamente i tessuti di supporto. I batteri della placca dentale, se non rimossi con regolarità, si trasformano in tartaro e colonizzano lo spazio tra dente e gengiva, formando le tasche parodontali. Da lì attaccano l’osso alveolare, che si riassorbe gradualmente. Meno osso significa meno supporto, e il dente inizia a muoversi.
Esistono però altre cause da considerare:
Bruxismo: lo sfregamento involontario delle arcate dentali, spesso notturno, genera forze fino a dieci volte superiori a quelle della masticazione normale. Nel tempo queste forze usurano le strutture di sostegno e causano mobilità progressiva, spesso aggravando una parodontite già in corso.
Trauma dentale: un colpo diretto, una caduta o anche la masticazione di un cibo eccessivamente duro possono danneggiare istantaneamente il legamento parodontale o fratturare la radice, rendendo il dente instabile.
Ascesso dentale: un’infezione acuta al di sotto della gengiva o alla radice del dente crea una raccolta di pus che “spinge” letteralmente il dente fuori dalla sede. In questi casi la mobilità compare rapidamente ed è spesso accompagnata da dolore intenso e gonfiore.
Fattori sistemici: il diabete non controllato, alcune terapie farmacologiche con bifosfonati e le variazioni ormonali della gravidanza e della menopausa possono rendere i tessuti gengivali più suscettibili alle infezioni batteriche, aggravando la malattia parodontale.

Come capire quanto è grave: i gradi di mobilità dentale
I dentisti classificano la mobilità dentale su una scala da 0 a 3. Conoscerla aiuta a capire in quale fase ci si trova e quali trattamenti sono ancora possibili.
Grado 0 è la norma: il dente non si muove percettibilmente. Esistono micro-movimenti fisiologici nell’ordine di 0,1-0,2 millimetri, ma sono impercettibili e del tutto normali.
Grado 1: il dente si sposta leggermente quando viene mosso con il dito, solo in senso orizzontale. Il movimento è appena percettibile, inferiore a un millimetro. A questo stadio le possibilità di recupero sono molto alte.
Grado 2: il movimento orizzontale è chiaramente visibile e supera il millimetro. Il dente si muove in modo evidente durante la masticazione. L’intervento è ancora efficace, ma richiede un trattamento parodontale mirato.
Grado 3: il dente si muove in tutte le direzioni, compreso il senso verticale. Significa che la perdita ossea è molto avanzata. In alcuni casi il recupero è ancora possibile con interventi chirurgici parodontali, ma il rischio di perdita del dente è concreto.
La mobilità dentale è la capacità di un dente di spostarsi nella propria sede alveolare oltre i limiti fisiologici normali. Clinicamente si rileva applicando pressione digitale o con uno strumento apposito durante la visita parodontale.
Si può salvare un dente che dondola?
Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto ai gradi 1 e 2. La risposta dipende dalla causa e dallo stadio in cui si interviene.
Terapia parodontale non chirurgica (curettage e levigatura radicolare)
Quando la causa è la parodontite, il primo intervento è sempre la terapia parodontale conservativa. Si tratta di una pulizia professionale profonda che va oltre la semplice igiene: il dentista o l’igienista rimuovono il tartaro sottogengivale, puliscono le superfici radicolari e eliminano i tessuti infetti nelle tasche parodontali. Questo processo si chiama levigatura radicolare o scaling and root planing. Riducendo l’infezione batterica, l’infiammazione si abbassa, i tessuti gengivali si riattaccano parzialmente alla radice e la mobilità dentale si riduce.
Per un approfondimento completo su questa malattia e i trattamenti disponibili nello studio, leggi la nostra pagina sulla parodontologia a Prato Sesia.
Splintaggio dentale
Quando la mobilità è già al grado 2 o quando la terapia parodontale da sola non è sufficiente a stabilizzare il dente, si ricorre allo splintaggio. È una tecnica minimamente invasiva che consiste nel collegare il dente mobile a quelli adiacenti stabili attraverso una fibra di vetro o un filo metallico sottile, fissati con resina composita. Il risultato è un’unità funzionale più resistente che redistribuisce le forze masticatorie su più elementi e impedisce l’aggravarsi della mobilità. Lo splintaggio non sostituisce la terapia parodontale: la affianca.

Terapia parodontale chirurgica
Nei casi più avanzati, quando le tasche parodontali sono troppo profonde per essere trattate in modo conservativo, si ricorre a interventi chirurgici come il lembo di accesso (che permette una pulizia più approfondita) o le tecniche di rigenerazione ossea guidata, che usano membrane e materiali specifici per stimolare la crescita di nuovo osso attorno alla radice.
Se noti che le tue gengive si stanno ritirando, è spesso il primo segnale visibile di una parodontite in corso, quella stessa condizione che può portare alla mobilità dentale.
Cosa non fare mai quando un dente dondola
Questa è la sezione che manca quasi sempre negli articoli sull’argomento, ma che risponde a una delle domande più cercate: cosa fare fai da te.
Non toccare il dente ripetutamente con la lingua o con le dita. Muovere il dente per “testarne” la stabilità non fornisce informazioni utili, ma aumenta la pressione sui tessuti già compromessi e può accelerare il deterioramento.
Non applicare cementi, colle o altri materiali fai da te. Esistono prodotti commerciali temporanei per denti che si muovono, ma usarli senza una diagnosi precisa significa coprire un problema senza risolverlo. Nel peggiore dei casi si favorisce la formazione di un ambiente anaerobico che accelera l’infezione batterica.
Non assumere antibiotici senza prescrizione. Gli antibiotici non curano la parodontite perché la causa principale è meccanica (il tartaro), non solo batterica. Assumerli da soli non risolve la situazione, può mascherare i sintomi e contribuisce alla resistenza batterica.
Non aspettare che “passi da solo”. La mobilità dentale negli adulti non regredisce spontaneamente. Senza intervento, il processo di riassorbimento osseo continua in modo silenzioso. Un dente al grado 1 oggi può arrivare al grado 3 in pochi mesi se la causa non viene trattata.
Il Protocollo Salva-Sorriso dello Studio Miggiano-Rivetti
Al Dott. Alessandro Miggiano e alla Dott.ssa Eleonora Rivetti, prima di estrarre un dente si fa tutto il possibile per salvarlo. Questo approccio, che chiamiamo Protocollo Salva-Sorriso, si traduce in un percorso diagnostico e terapeutico che parte sempre da una valutazione completa dello stato parodontale.
Durante la prima visita si esegue il sondaggio parodontale, che misura la profondità delle tasche in sei punti per ogni dente, le radiografie endorali e panoramiche, e una documentazione fotografica. Solo dopo questa diagnosi di precisione viene definito il piano di trattamento.
Lo studio si trova a Prato Sesia (NO) e serve i pazienti del Novarese e del Vercellese entro un raggio di 30-40 km. Se hai la sensazione che un tuo dente si muova, anche in modo lieve, non aspettare che la situazione peggiori. Se la parodontite viene intercettata in fase iniziale, le possibilità di conservare il dente per molti anni sono molto alte. Leggi anche il nostro articolo sulla parodontite iniziale: sintomi e cure per capire i segnali da non ignorare.
Prenota una visita parodontale al nostro studio: prima si interviene, meno si perde.
Domande frequenti sul dente che dondola
Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto ai gradi 1 e 2. La terapia parodontale riduce l’infezione e stabilizza il dente. Nei casi più avanzati si affianca lo splintaggio. Solo al grado 3 con perdita ossea molto estesa l’estrazione diventa inevitabile.
La parodontite, una malattia batterica cronica che distrugge progressivamente il legamento parodontale e l’osso alveolare. Spesso evolve in silenzio per anni senza dolore. Tra le altre cause: bruxismo, traumi dentali e ascessi.
Una tecnica minimamente invasiva che collega il dente mobile a quelli adiacenti tramite fibra di vetro e resina composita. Si usa al grado 2 o quando la terapia parodontale da sola non basta a stabilizzare il dente.
Non muoverlo ripetutamente con lingua o dita, non applicare colle fai da te, non assumere antibiotici senza prescrizione e non aspettare che passi da solo. La mobilità dentale negli adulti non regredisce spontaneamente.
Su scala da 0 a 3. Grado 1: leggero spostamento orizzontale sotto il millimetro. Grado 2: spostamento visibile a occhio nudo. Grado 3: movimento in tutte le direzioni incluso il senso verticale, segno di perdita ossea avanzata.
Dipende dalla causa e dallo stadio. La terapia parodontale conservativa è significativamente meno costosa di un impianto. Allo Studio Miggiano-Rivetti ogni preventivo è scritto e dettagliato, con opzioni di pagamento rateizzato disponibili.
Domande frequenti sul dente che dondola
Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto ai gradi 1 e 2. La terapia parodontale riduce l’infezione e stabilizza il dente. Nei casi più avanzati si affianca lo splintaggio. Solo al grado 3 con perdita ossea molto estesa l’estrazione diventa inevitabile.
La parodontite, una malattia batterica cronica che distrugge progressivamente il legamento parodontale e l’osso alveolare. Spesso evolve in silenzio per anni senza dolore. Tra le altre cause: bruxismo, traumi dentali e ascessi.
Una tecnica minimamente invasiva che collega il dente mobile a quelli adiacenti tramite fibra di vetro e resina composita. Si usa al grado 2 o quando la terapia parodontale da sola non basta a stabilizzare il dente.
Non muoverlo ripetutamente con lingua o dita, non applicare colle fai da te, non assumere antibiotici senza prescrizione e non aspettare che passi da solo. La mobilità dentale negli adulti non regredisce spontaneamente.
Su scala da 0 a 3. Grado 1: leggero spostamento orizzontale sotto il millimetro. Grado 2: spostamento visibile a occhio nudo. Grado 3: movimento in tutte le direzioni incluso il senso verticale, segno di perdita ossea avanzata.
Dipende dalla causa e dallo stadio. La terapia parodontale conservativa è significativamente meno costosa di un impianto. Allo Studio Miggiano-Rivetti ogni preventivo è scritto e dettagliato, con opzioni di pagamento rateizzato disponibili.

